Thursday, April 16, 2009


Una super-vincita alla lotteria non è sempre una fortuna. Tra quelli che si aggiudicano somme in grado di cambiare la vita, oltre uno su tre (35%) si accorge presto che stava meglio prima, soprattutto perché non riesce a sostenere gli effetti della 'sindrome da ricchezza improvvisa': un vero e proprio trauma che gli psicologi paragonano a quello subito da chi viene licenziato in tronco, da chi va in pensione, scopre la malattia di un familiare o deve affrontare improvvise difficoltà sessuali, come l'impotenza. La stima è di Antonio Lo Iacono, presidente della Società italiana di psicologia, nel giorno in cui si festeggiano le vincite della lotteria di Capodanno, con un primo premio da 5 milioni di euro.

Tutto, ovviamente, dipende dalla capacità individuale di affrontare i forti cambiamenti. E a rischiare di più sono le persone più fragili, emotivamente ed economicamente. "Un cambiamento importante nella situazione finanziaria - spiega Lo Iacono all'ADNKRONOS SALUTE - può creare, in persone predisposte, disturbi molto forti su tre piani differenti: individuale, familiare e sociale. Dal punto di vista personale il problema è riuscire a cambiare la rappresentazione di se stessi e 'accettare' di poter realmente realizzare i propri sogni, senza farsi prendere dal panico. Dal punto di vista familiare, invece, si rischiano forti tensioni: ci sono stati molti casi di divorzio e separazione, perché non si voleva condividere con l'altro la nuova condizione. Mentre dal punto di vista sociale aumenta, in particolare in personalità tendenzialmente paranoidi, la diffidenza verso gli altri, mettendo a rischio tutti i rapporti". Alla fine, tirando le somme, il 30-35% dei vincitori di grosse somme, stima Lo Iacono, "stava meglio prima di essere baciato dalla dea Fortuna".

Il consiglio dell'esperto, dunque, è quello di farsi aiutare per affrontare la nuova vita. "Insieme al consulente finanziario - conclude Lo Iacono - sarebbe utile rivolgersi ad uno psicologo, per capire come orientare la propria vita, cercando di mettere a fuoco i propri bisogni per amministrare bene, anche dal punto di vista psicologico, la nuova ricchezza".

Saturday, August 02, 2008


LA statistica qui sotto dice che gli Italiani sono "Il popolo al primo posto nel mondo a credere nella superiorita' della loro cultura".

Il che spiega bene oltre al nostro provincialismo il perche' la nostra cultura sia in piena decadenza per eccesso di "Sufficienza"


Saturday, December 22, 2007

TIMES BOCCIA ITALIA: GLORIA FINITA, DIVERRA' VECCHIA E POVERA(2)
(ANSA) - ROMA, 22 DIC - Secondo il quotidiano inglese "c'é un senso di angoscia nazionale in Italia in questo scorcio di 2007" in cui "per la prima volta la Spagna ha superato l'Italia in termini di standard di vita" e in cui si sente "sul collo il fiato della Grecia". Il problema, dice il Times, non riguarda solo prezzi e salari, con un 'mood' che "raggiunge il cuore del dibattito dell'Italia con se stessa sulla propria anima e identità". Gli italiani, con Fabio Capello ct della nazionale inglese e Carla Bruni "che ha conquistato il cuore del presidente francese" stanno ricoprendo ruoli importanti nel mondo, tuttavia, in patria, "sono consumati da un senso di declino nazionale". In particolare, la sensazione è che "il passato é la gloria dell'Italia, ma ne è anche la sua prigione, con la politica e l'economia dominate da una gerontocrazia, mentre gli imprenditori e i politici più giovani sono tenuti a freno". A giudizio del quotidiano, che cita tra le altre le opinioni di Umberto Eco, Michele Salvati, Gianpaolo Pansa, Francesco Caltagirone anche l'arte fa fatica: "Sebbene - si legge nell'articolo - ci siano buoni registi, non c'é nessuno che possa essere paragonato a Fellini o Visconti, e Monica Bellucci, con tutta la sua bellezza, non è Sofia Loren (e in ogni caso vive a Parigi)". Prendendo spunto dal libro 'La Casta', il Times si sofferma poi sugli sprechi della politica, con "il Quirinale che costa quattro volte quanto Buckingham Palace" e sottolinea le criticità del mondo del lavoro dove "prevale una mentalità di lavoro per tutta la vita", con posti assegnati "non sul merito ma attraverso una rete di favori reciproci e legami familiari noti come 'raccomandazione' (in italiano, ndr)" e con scioperi a ripetizione. "Perfino il nucleo familiare italiano - continua il Times - una volta baluardo (con la Chiesa Cattolica) della società italiana, è in declino, con un aumento dei tassi di divorzio, una bassa natalità e l'incremento dei genitori single", anche se la famiglia "continua a rappresentare un rifugio per i giovani italiani". Il quotidianopunta poi il dito sulla povertà delle famiglie (11%), i costi dell'energia, la forza dell'euro che colpisce l'industria del lusso e la concorrenza dall'Asia sul tessile. Il risultato, conclude il Times citando la ricerca dell'Università di Cambridge, "é che gli italiani sono i meno felici d'Europa", anche se "c'é una speranza": "In Sicilia - ricorda il quotidiano - il potere invalidante della mafia è finalmente contrastato dagli imprenditori, quasi tutti quarantenni con esperienza in campo europeo, che rischiano la vita rifiutandosi di pagare il pizzo".(ANSA).

Sunday, December 14, 2003

Bunuel Martini

Alla fine della vita il maestro mai redento aiutava cosi' il peso della sopportazione della vita!